IL GARANTE PER LA PROTEZIONE DEI DATI PERSONALI

Che cosa è?
Il Garante per la protezione dei dati personali, chiamato anche Garante della Privacy, è un’Autorità indipendente istituita per assicurare la tutela dei diritti e delle libertà fondamentali nel trattamento dei dati personali ed il rispetto della dignità degli individui. Il Garante ha iniziato la sua attività nel 1997, quando è entrata in vigore la Legge 675/1996, poi sostituita dal Decreto Legislativo 30.06.2003 n. 196 (Codice in materia di protezione dei dati personali).

Quali compiti ha?
Il Garante controlla se il trattamento dei dati personali da parte di privati e pubbliche amministrazioni è lecito e corretto. Esamina reclami, segnalazioni e ricorsi, svolge accertamenti anche su richiesta del cittadino, esegue ispezioni e verifiche. In caso di violazione dei diritti delle persone vieta il trattamento dei dati o ne dispone “il blocco”. Prescrive modifiche necessarie od opportune per far adeguare i trattamenti alla disciplina vigente. Segnala al Parlamento ed al Governo l’opportunità di interventi normativi per tutelare i diritti e le libertà fondamentali delle persone.
L’Autorità interviene in molti settori: pubblica amministrazione, internet, telecomunicazioni, direct marketing, nuove tecnologie, giornalismo, lavoro, ordini professionali, banche e assicurazioni, sanità, giustizia e polizia, partiti.

Dove si trova ?

Il Garante della Privacy si trova in p.zza Montecitorio 121 00186 Roma
Tel. 06 696771
Fax 06 69677785
Sito www.garanteprivacy.it
e-mail garante@garanteprivacy.it

Per informazioni:
Ufficio relazioni con il pubblico p.zza Montecitorio 123 00186 Roma
Lunedì – Venerdì ore 10.00 – 12.00
e-mail urp@garanteprivacy.it

Come rivolgersi al Garante

Prima di contattare il Garante della Privacy occorre presentare una istanza al titolare o al responsabile (se esistente) del trattamento dei nostri dati. La Legge riconosce vari diritti nei confronti del titolare del trattamento, tra cui il diritto di:

  • Accedere a dati che ci riguardano
  • Ottenerne l’aggiornamento, la rettificazione o l’integrazione
  • Ottenerne la cancellazione, la trasformazione in forma anonima o il blocco, se trattati in violazione di Legge
  • Opporsi al trattamento effettuato a fini promozionali, pubblicitari o commerciali oppure in presenza di motivi legittimi

Sul sito del Garante è presente un fac simile di istanza che deve essere trasmessa al titolare (o al responsabile) del trattamento tramite raccomandata, fax o posta elettronica.
Il titolare o il responsabile devono dare una risposta al massimo entro 30 giorni
Se il titolare non risponde o la risposta non è soddisfacente ci si può rivolgere o all’Autorità Giudiziaria o al Garante.

Al Garante della Privacy si può presentare:

  • Una segnalazione
  • Un reclamo circostanziato
  • Un ricorso

L’istanza può essere presentata direttamente all’Autorità Giudiziaria o con ricorso al Garante senza prima rivolgersi al titolare solo quando il passare del termine sopra indicato provocherebbe un pregiudizio imminente e irreparabile che deve essere provato.

La segnalazione
La segnalazione può essere trasmessa in carta libera e senza particolari formalità. Bisogna fornire tutti gli elementi utili per un eventuale intervento dell’Autorità volto a controllare l’applicazione della disciplina in materia di privacy.
La segnalazione è gratuita.

Il reclamo
Il reclamo, diversamente dalla segnalazione, è un atto circostanziato che richiede una certa formalità in quanto può essere presentato solo utilizzando il modello e le istruzioni del Garante.
Al reclamo segue una istruttoria preliminare ed un eventuale procedimento amministrativo nel quale possono essere adottati dall’Autorità vari provvedimenti.
Per poter presentare il reclamo bisogna pagare dei diritti di segreteria.

Il ricorso
Il ricorso al Garante è un atto ancora più formale in quanto la decisione adottata ha particolari effetti giuridici.
Il ricorso deve contenere tutti gli elementi indicati all’art. 147 del Codice della Privacy e la firma, tranne alcuni casi, deve essere autenticata.
Per poter presentare il ricorso bisogna pagare dei diritti di segreteria (euro 150,00). Inoltre il Garante può porre a carico di chi perde le spese del procedimento che vanno da un minimo di 500,00 euro a un massimo di 1.000,00 euro. L’assistenza di un legale non è obbligatoria ma è consigliabile nel caso del ricorso.
Il ricorso al Garante non può essere proposto se ci si è già rivolti all’Autorità Giudiziaria.
Parimenti una volta che è stato proposto ricorso al Garante non si può più proporre domanda all’Autorità Giudiziaria per la medesima controversia.

Contro i provvedimenti del Garante si può proporre opposizione all’Autorità Giudiziaria

 

 


Programma generale di intervento 2007-2008 della Regione Lombardia realizzato con l’utilizzo dei fondi del Ministero dello Sviluppo Economico