LE CONCILIAZIONI NELLE TELECOMUNICAZIONI

Prima di poter agire in giudizio contro un operatore delle telecomunicazioni bisogna obbligatoriamente promuovere un tentativo di conciliazione dinanzi al CO.RE.COM (Comitato Regionale per le Comunicazioni) della propria Regione.

In Lombardia il CORECOM si trova in via Lazzaroni 3 a Milano

Tel. 02 67 48 23 00
Fax 02 67 48 27 01 – 707

Sito www.corecomlombardia.it

e-mail corecom@consiglio.regione.lombardia.it

orario di apertura al pubblico: dal lunedì al giovedì, dalle 9.30 alle 12.30

Il tentativo di conciliazione presso il Co.re.com è gratuito.

Si può attivare la procedura di conciliazione compilando l’apposito modello “UG” scaricabile dal sito del Corecom nel quale bisogna in ogni caso indicare:

- nome e cognome, residenza o domicilio dell’utente
- numero dell’utenza in caso di servizi telefonici
- denominazione e sede dell’operatore
- gli eventuali tentativi già esperiti per la composizione della controversia
- le richieste dell’istante
- i documenti che si allegano

Il consumatore può anche chiedere al Corecom l’adozione di un provvedimento temporaneo urgente di riattivazione della linea in caso di avvenuta sospensione da parte del gestore. In questo caso si dovrà compilare l’apposito modello “GU5” scaricabile dal sito del Corecom.

Il modulo compilato dovrà poi essere trasmesso tramite fax o raccomandata al Corecom.

Una volta ritenuta ammissibile l’istanza il Corecom convoca il consumatore tramite raccomandata o fax all’udienza di conciliazione fissata.

Decorsi trenta giorni dalla proposizione dell’istanza le parti sono libere di adire l’Autorità Giudiziaria se la procedura conciliativa non si è conclusa.

In alternativa al Corecom i consumatori possono promuovere il tentativo obbligatorio di conciliazione anche utilizzando le procedure di conciliazione paritetiche attivate tramite accordi delle Associazioni di Consumatori con gli operatori delle telecomunicazioni.


Programma generale di intervento 2007-2008 della Regione Lombardia realizzato con l’utilizzo dei fondi del Ministero dello Sviluppo Economico