L’AUTORITA’ GARANTE DELLA CONCORRENZA E DEL MERCATO

Che cosa è?
L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, chiamata anche ANTITRUST, è una Autorità pubblica indipendente istituita con la Legge n. 287 del 1990.

Quali compiti ha?
L’Autorità Antitrust ha il compito di tutelare la concorrenza e il mercato anche a tutela dei consumatori favorendo il contenimento dei prezzi ed il miglioramento dei prodotti che derivano dal libero gioco della concorrenza. Ha anche competenze in materia di pubblicità ingannevole e comparativa e di tutela del consumatore nei casi di pratiche commerciali scorrette. Si occupa anche di conflitti di interesse.

LE PRATICHE COMMERCIALI SCORRETTE

Il Codice del Consumo, modificato dal recente decreto legislativo n. 146/2007, disciplina la tutela dei consumatori in caso di pratiche commerciali scorrette che vengono vietate.

Quando una pratica commerciale è scorretta?
Una pratica commerciale è scorretta se è contraria alla diligenza professionale ed è falsa o idonea a falsare in misura apprezzabile le scelte di acquisto del consumatore.
Le pratiche commerciali scorrette possono essere “ingannevoli” oppure “aggressive”.

E’ ingannevole, ad esempio, quando:

  • contiene informazioni non rispondenti al vero o è idonea ad indurre in errore il consumatore
  • omette di informare che il prodotto può mettere in pericolo la salute e la sicurezza dei consumatori
  • minaccia la sicurezza di bambini o adolescenti
  • non fornisce informazioni rilevanti di cui il consumatore ha bisogno per compiere una scelta consapevole ovvero le fornisce in modo oscuro, incomprensibile, ambiguo

Alcune pratiche commerciali vengono in ogni caso ritenute ingannevoli.
Ad esempio, tra i casi elencati all’art. 23 del Codice del Consumo:

  • esibire un marchio di fiducia o qualità senza avere la autorizzazione
  • dichiarare falsamente che la pratica commerciale o il prodotto è stato approvato da un organismo pubblico o privato
  • dichiarare, contrariamente al vero, che il prodotto sarà disponibile solo per un periodo molto limitato o che sarà disponibile a condizioni particolari per un periodo di tempo molto limitato
  • avviare, gestire o promuovere un sistema di promozione piramidale in cui il consumatore fornisce un proprio apporto in cambio di un corrispettivo
  • affermare, contrariamente al vero, che l’attività sta per cessare
  • affermare che alcuni prodotti possono facilitare la vincita nei giochi basati sulla sorte
  • affermare, contrariamente al vero, che un prodotto ha la capacità di curare malattie
  • dare informazioni inesatte sulle condizioni di mercato o sulla possibilità di ottenere il prodotto inducendo il consumatore all’acquisto a condizioni meno favorevoli di quelle normali di mercato

E’ aggressiva quando mediante molestie, coercizione, uso della forza fisica o indebito condizionamento limita la libertà di scelta del consumatore inducendolo a fare una spesa che non avrebbe altrimenti fatto.

L’art. 26 del Codice del Consumo elenca le pratiche commerciali considerate in ogni caso aggressive. Ad esempio, tra le altre:

  • creare l’impressione che il consumatore non possa lasciare i locali commerciali fino alla conclusione del contratto
  • effettuare visite non gradite presso l’abitazione del consumatore, ignorando gli inviti del consumatore a lasciare la sua residenza e non tornarvi
  • effettuare ripetute e non richieste sollecitazioni commerciali per telefono, fax, posta elettronica
  • inserire in un messaggio pubblicitario un’esortazione diretta ai bambini affinché acquistino o convincano i genitori ad acquistare il prodotto reclamizzato
  • lasciare intendere, contrariamente al vero, che il consumatore abbia vinto un premio o potrà vincerlo compiendo una determinata azione mentre il premio non esiste o per reclamarlo deve versare del denaro

Costituisce una pratica commerciale scorretta anche una fornitura non richiesta nei contratti a distanza. In questo caso il consumatore non è tenuto a pagare alcunché.

LA PUBBLICITA’ INGANNEVOLE E COMPARATIVA

La nuova disciplina della pubblicità ingannevole e comparativa illecita, contenuta nel Decreto Legislativo 145/2007, tutela le imprese nei loro rapporti commerciali. Viene sanzionata la pubblicità ingannevole che può pregiudicare il comportamento economico dei soggetti ai quali è rivolta o ledere un concorrente.

I POTERI DELL’ANTITRUST

L’Antitrust può avviare procedimenti d’ufficio oppure tramite segnalazione.
L’Autorità ha poteri investigativi e può avvalersi della Guardia di Finanza.
L’Autorità può inibire la continuazione delle pratiche commerciali scorrette e disporre a carico del responsabile di provvedere a proprie spese ad una dichiarazione di rettifica in modo da impedire che le pratiche commerciali scorrette continuino a produrre effetti.
Tranne i casi di manifesta scorrettezza e gravità della pratica commerciale l’Autorità potrà rinunciare all’accertamento dell’infrazione qualora l’impresa responsabile si assuma l’impegno di porre fine all’infrazione cessandone la diffusione o modificandola in modo da eliminare i profili di illegittimità.
L’Autorità può irrogare una sanzione pecuniaria che va da 5.000 a 500.000 euro. Se la pratica riguarda prodotti pericolosi o può minacciare la sicurezza dei bambini la sanzione minima è di 50.000 euro.
Contro la decisione dell’Autorità può essere proposto ricorso al TAR. Contro la Sentenza del TAR si può proporre appello al Consiglio di Stato.

I RECAPITI DELL’ANTITRUST

L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato si trova a Roma in p.zza G. Verdi 6/a.
Tel. 06 85 82 11
Fax 06 85 82 12 56

Sito: www.agcm.it
e-mail: antitrust@agcm.it

Dal 12 novembre 2007 è anche attivo in via sperimentale un numero verde per le segnalazioni dei consumatori: 800 166 661 dal lunedì al venerdì dalle 10 alle 14.

 


Programma generale di intervento 2007-2008 della Regione Lombardia realizzato con l’utilizzo dei fondi del Ministero dello Sviluppo Economico